giovedì 17 maggio 2012

La casa che abito.

la mia casa è di grandi finestre a vetri rotti; 
nessuna porta. nessun "welcome". nessun "goodbye".
Ho solo stelle inchiodate al soffitto e cocci di desideri sparsi sul pavimento. 
Vi basti questo per sognare tranquilli, nessun ladro ha mai provato a rubare le stelle.

Foto e testo di Roberta Trani © 2012



domenica 15 aprile 2012

In bianco e nero.


Che a rincorrerci nel buio abbiamo perso i colori. 
Abbiamo perso il fiato
e le parole
senza raggiungerci mai.
Arriverà
forse
il tempo in cui, tenendo lo stesso passo, riusciremo a darci fiato
risparmiandoci le parole.


testo e fotografia di Roberta Trani  - © 2011 -

domenica 1 aprile 2012

Aprile dolce dormire? svegliatevi.

 Ok è Primavera, sembra che anche tra i fiori sbocci l'amore, ma non lasciatevi ingannare... avete solo sbagliato a mettere a fuoco l'immagine.
                                                                                               
 
Foto di Roberta Trani © 2012

giovedì 29 marzo 2012

vasetti di latta

Foto di Roberta Trani ©

 a fine Marzo i colori sbocciano dai vasetti in latta  e si affacciano alle finestre.

mercoledì 28 marzo 2012

Pensieri in analogico.

Ci sono giorni stanchi e bui in cui gli orologi si fermano per indicare il tempo che non passa.
Giorni in cui dalle persiane chiuse filtra qualche raggio di sole e polvere, segno che il mondo lì fuori è sveglio, mentre nella camera oscura tutto dorme e si proiettano immagini sbiadite di tempi recenti già troppo lontani .
Anche il corpo si abbandona nelle ore mai trascorse. Quel che cammina tra la gente e si scontra con la vita è un pensiero sfocato, un insieme di luci ed ombre messo lì, senza un ragionevole motivo, senza giustizia. Un pensiero che tutto assorbe e poco lascia appeso al sottile filo della ragione.

Foto e Testo di Roberta Trani
©

venerdì 20 gennaio 2012

dopo i prelevamenti.

È risaputo:
tra me
e Dio
ci sono numerosissimi dissensi.
Io andavo mezzo nudo,
andavo scalzo,
e lui invece portava
una tonaca ingemmata.
Alla sua vista
mi riusciva appena
trattenere lo sdegno.
Fremevo.
Ora invece Dio è quello che deve essere.
Dio è diventato molto più alla mano.
Guarda da una cornice di legno.
La tonaca di tela.
Compagno Dio,
mettiamoci una pietra sopra!
Vedete,
perfino l'atteggiamento verso di voi è un po' cambiato.
Vi chiamo "compagno",
mentre prima
"signore".
(Anche voi ora avete un compagno),
Se non altro,
adesso
avete un'aria un po' più da cristiano.
Bene,
venite qualche volta a trovarmi.
Degnatevi di scendere
dalle vostre lontananze stellate.
Da noi l'industria è disorganizzata,
i trasporti anche.
E voi,
dicono,
vi occupavate di miracoli.
Prego,
scendete,
lavorate un po' con noi.
E per non lasciare gli angeli con le mani in mano,
stampate
in mezzo alle stelle,
che si ficchi bene negli occhi e nelle orecchie:
chi non lavora non mangia.

Vladimir Majakovskij (1930)

giovedì 19 gennaio 2012

A Cerano.

C'ERANO una volta
anche foglie al vento.


Centrale termoelettrica di Cerano (Brindisi)