| Foto di Roberta Trani © 2012 |
e Kafka sorrideva e rispondeva: "Si fotografano delle cose per allontanarle dalla propria mente. Le mie storie sono un modo di chiudere gli occhi".
domenica 1 aprile 2012
Aprile dolce dormire? svegliatevi.
Ok è Primavera, sembra che anche tra i fiori sbocci l'amore, ma non lasciatevi ingannare... avete solo sbagliato a mettere a fuoco l'immagine.
giovedì 29 marzo 2012
vasetti di latta
| Foto di Roberta Trani © |
a fine Marzo i colori sbocciano dai vasetti in latta e si affacciano alle finestre.
mercoledì 28 marzo 2012
Pensieri in analogico.
Ci sono giorni stanchi e bui in cui gli orologi si fermano per indicare il tempo che non passa.
Giorni in cui dalle persiane chiuse filtra qualche raggio di sole e polvere, segno che il mondo lì fuori è sveglio, mentre nella camera oscura tutto dorme e si proiettano immagini sbiadite di tempi recenti già troppo lontani .
Anche il corpo si abbandona nelle ore mai trascorse. Quel che cammina tra la gente e si scontra con la vita è un pensiero sfocato, un insieme di luci ed ombre messo lì, senza un ragionevole motivo, senza giustizia. Un pensiero che tutto assorbe e poco lascia appeso al sottile filo della ragione.
Foto e Testo di Roberta Trani ©
Giorni in cui dalle persiane chiuse filtra qualche raggio di sole e polvere, segno che il mondo lì fuori è sveglio, mentre nella camera oscura tutto dorme e si proiettano immagini sbiadite di tempi recenti già troppo lontani .
Anche il corpo si abbandona nelle ore mai trascorse. Quel che cammina tra la gente e si scontra con la vita è un pensiero sfocato, un insieme di luci ed ombre messo lì, senza un ragionevole motivo, senza giustizia. Un pensiero che tutto assorbe e poco lascia appeso al sottile filo della ragione.
Foto e Testo di Roberta Trani ©
venerdì 20 gennaio 2012
dopo i prelevamenti.
È risaputo:
tra me
e Dio
ci sono numerosissimi dissensi.
Io andavo mezzo nudo,
andavo scalzo,
e lui invece portava
una tonaca ingemmata.
Alla sua vista
mi riusciva appena
trattenere lo sdegno.
Fremevo.
Ora invece Dio è quello che deve essere.
Dio è diventato molto più alla mano.
Guarda da una cornice di legno.
La tonaca di tela.
Compagno Dio,
mettiamoci una pietra sopra!
Vedete,
perfino l'atteggiamento verso di voi è un po' cambiato.
Vi chiamo "compagno",
mentre prima
"signore".
(Anche voi ora avete un compagno),
Se non altro,
adesso
avete un'aria un po' più da cristiano.
Bene,
venite qualche volta a trovarmi.
Degnatevi di scendere
dalle vostre lontananze stellate.
Da noi l'industria è disorganizzata,
i trasporti anche.
E voi,
dicono,
vi occupavate di miracoli.
Prego,
scendete,
lavorate un po' con noi.
E per non lasciare gli angeli con le mani in mano,
stampate
in mezzo alle stelle,
che si ficchi bene negli occhi e nelle orecchie:
chi non lavora non mangia.
tra me
e Dio
ci sono numerosissimi dissensi.
Io andavo mezzo nudo,
andavo scalzo,
e lui invece portava
una tonaca ingemmata.
Alla sua vista
mi riusciva appena
trattenere lo sdegno.
Fremevo.
Ora invece Dio è quello che deve essere.
Dio è diventato molto più alla mano.
Guarda da una cornice di legno.
La tonaca di tela.
Compagno Dio,
mettiamoci una pietra sopra!
Vedete,
perfino l'atteggiamento verso di voi è un po' cambiato.
Vi chiamo "compagno",
mentre prima
"signore".
(Anche voi ora avete un compagno),
Se non altro,
adesso
avete un'aria un po' più da cristiano.
Bene,
venite qualche volta a trovarmi.
Degnatevi di scendere
dalle vostre lontananze stellate.
Da noi l'industria è disorganizzata,
i trasporti anche.
E voi,
dicono,
vi occupavate di miracoli.
Prego,
scendete,
lavorate un po' con noi.
E per non lasciare gli angeli con le mani in mano,
stampate
in mezzo alle stelle,
che si ficchi bene negli occhi e nelle orecchie:
chi non lavora non mangia.
Vladimir Majakovskij (1930)
giovedì 19 gennaio 2012
lunedì 9 gennaio 2012
Provateci voi.
Provateci voi
a chiudere il mondo
in un sacchetto di plastica.
Provateci voi
a saziare di polvere e deserto
questa fame chiamata Vita.
Provateci voi
a tenere il tempo di marcia
navigando su zattere di desideri.
Provateci voi
a dissetare questa bocca che sa di mare
che "Libertà va cercando",
a chiudere il mondo
in un sacchetto di plastica.
Provateci voi
a saziare di polvere e deserto
questa fame chiamata Vita.
Provateci voi
a tenere il tempo di marcia
navigando su zattere di desideri.
Provateci voi
a dissetare questa bocca che sa di mare
che "Libertà va cercando",
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